2°GIORNO
SIA LUCE
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La
conoscenza che l’uomo ha accumulato nei secoli sulle cose, se unita all’amore a
Dio, lo porta a lodarlo. Un sapere, invece, legato alla negazione di Dio,
produce, a breve o a lunga scadenza, solo dolore. Così dice il Qoelet:” Chi accresce il sapere aumenta il dolore” (Qo 1,18).
E ciò è vero, perché un sapere senza Dio deforma come dice S. Paolo nella prima
lettera ai Corinzi: “La
conoscenza riempie di orgoglio, mentre l'amore edifica” (1Cor 8,1).
Ma può
l’uomo arrivare a conoscere tutto del kòsmos, dal momento che molte volte ne fa
trapelare la pretesa? Le dichiarazioni dei grandi scienziati sono, al
proposito, di una straordinaria umiltà: essi vedono bene la grandezza di ciò
che a loro sfugge. Anche la Scrittura possiede una parola che invita
all’umiltà. E’ sempre il Qoelet che ce la dice: “ Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro
cuore la durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione
di ciò che Dio compie dal principio alla fine” (Qo
3,11).
Non c’è
proprio da sospettare che queste parole siano “oscurantiste”, dal momento che la
Scrittura dice che Dio volle che l’uomo soggiogasse e dominasse la terra. Così,
infatti, si legge nel libro della Genesi: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente
che striscia sulla terra” (Gen
1,28). Ora per soggiogare e dominare, occorre scienza e conoscenza. La
Scrittura vuole così solo mettere l’uomo in guardia da presunzioni, e afferma
che ogni cosa deve essere finalizzata al bene dell’uomo, nell’intelligenza che
il supremo suo bene è l’incontro con Dio e con il prossimo. Accogliendo questa
salutare prospettiva della Scrittura, mettiamoci a contatto con alcuni dati
della nostra conoscenza: essi ci porteranno a lodarlo.
Le stelle, quante ve ne sono nel
cielo? Ad occhio nudo, se ne vedono poche migliaia, ma solo con un telescopio
se ne vedono 57 milioni.
Quante sono le galassie simili
alla nostra? Sono milioni: l’osservatorio di Wilson, in California, ne ha
fotografate ben 30 milioni. Sì, quando Dio disse: “Sia la luce!” non ha
acceso una candelina, ma quell’universo sterminato - non infinito -, che è
veramente degno di Dio, unico, onnipotente, onnisciente e infinito. Di stelle
ve ne sono di molte grandezze, con varie temperature. Al centro del sole, la
temperatura è stimata di 20 milioni di gradi.
Le distanze dell’universo sono
tanto grandi che si calcolano in anni luce. Un anno luce corrisponde alla
distanza che la luce può coprire in un anno: cioè, viaggiando a 300.000km/sec.,
9 bilioni e mezzo di km.
Di fronte a questi dati, ci viene
da considerare la nostra piccolezza dimensionale. Già questa osservazione era
stata fatta nel passato, quando meno si sapeva delle dimensioni dell’universo.
Il salmo 8,4-7 ce la
riporta con l’affermazione che l’uomo, pur piccolo dimensionalmente rispetto al
cosmo, ne è al centro.
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“Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tua dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché tu te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani”.
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Certo, sembra che l’uomo sia solo
al centro della terra; ma, sapendo che egli è chiamato a salire al cielo, a
possedere ogni cosa in Dio, non resta difficile vedere come egli sia re
dell’universo. Ma vediamo ancora altri dati. L’acqua è un elemento mirabile,
quando si raffredda si dilata, e ciò, al contrario di tutte le altre sostanze;
perciò il ghiaccio è più leggero dell’acqua e galleggia. Se ciò non fosse, il
ghiaccio sprofonderebbe negli oceani e nei mari e li riempirebbe, distruggendo
ogni possibilità di vita. Ciò sarebbe catastrofico, dal momento che i tre
quinti della superficie terrestre è costituita da distese di acqua.
Gli animali respirano ossigeno ed
emettono anidride carbonica; ma le piante vivono fissando anidride carbonica e
dando all’atmosfera ossigeno.
Miliardi di anni fa, la terra era
avvolta da un’atmosfera con pochissimo ossigeno e molta anidride carbonica.
Così, prima apparvero i muschi, vegetali; questi portarono ossigeno
all’atmosfera, fino al punto che si crearono le condizioni per la vita animale.
Che perfetta programmazione delle cose! Ma ecco alcuni dati sul cervello dell’uomo,
che è il più raffinato di ogni essere. Nel cervello ci sono 12 miliardi di
cellule nervose; 1200 miliardi di cellule gliali; 160 km di lunghezza di fibre
nervose; ogni cellula nervosa è in relazione con almeno 25.000 cellule. Nulla
nell’universo è superfluo: non c’è neppure un elettrone che sia in più, non un
protone, non un neutrone.
Tutto nell’universo è al suo
posto: al loro posto le montagne,i mari, i continenti. Nel salmo 103,6-9
c’è
una
bellissima visione dell’opera di Dio sulla terra.
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“Tu l'hai coperta con l'oceano
come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si
ritrassero atterrite.
Salirono sui monti,
discesero nelle
valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;
hai fissato loro un confine da non
oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra”.
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Nel libro del profeta Isaia, si
parla di un “plasmare” la terra da parte di Dio con ogni amore:
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“Egli, il Dio che ha plasmato
e fatto la terra e l’ha resa
stabile,
non l’ha creata vuota,
ma l’ha plasmata perché fosse
abitata”
(Is 45,18).
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Preghiera a Maria
Vergine Maria, che intercedi per
noi presso il tuo Figlio, fa che gli uomini vivano tutti nella scienza
portataci da Gesù; la scienza e la tecnica non siano mai gelo e indifferenza
nei confronti dei valori umani, ma servizio. Concedi, Vergine Maria, che gli
uomini che indagano sull’origine dei pianeti e delle stelle siano aperti alla
parola del Signore, che dice che tutto è stato fatto per l’uomo e che tutto
l’uomo potrà sapere nella visione beatifica di Dio, in cielo. Fa, o Mediatrice
di grazia presso l’unico Mediatore, che le nozioni della scienza siano sempre
presentate con onestà e amore e non legate a negazione di Dio, così che esse
non siano di inciampo, ma via a lodare Dio.
Recita del rosario
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