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ALLA TUA DESTRA LA REGINA IN ORI DI OFIR
 

Nel messaggio radiofonico del 13 maggio 1964, Pio XII diceva “Gesù è Re dei secoli per natura e per conquista; per lui, con lui, subordinatamente a lui, Maria è regina per grazia, per parentela divina, per conquista, per singolare elezione.Il suo regno è vasto come quello del suo Figlio e Dio, poiché nulla è escluso dal suo dominio. Perciò, la Chiesa la saluta Signora e Regina degli angeli e dei santi, dei patriarchi e dei profeti, degli apostoli e dei martiri, dei confessori e delle vergini (vedi le litanie lauretane); per lo stesso motivo, l’acclama Regina del cielo e della terra, gloriosa e degnissima Regina dell’universo, e ci invita ad invocarla di giorno e di notte tra i gemiti e le lacrime di cui è fecondo questo esilio: Salve Regina, Madre di misericordia, vita dolcezza e speranza nostra”.

Nell’allocuzione del 1 novembre 1954, Pio XII - il papa che ha proclamato con l’Enciclica “Ad Coeli Reginam” (11-10-1954) la Festa liturgica della Regalità di Maria - diceva: “La regalità di Maria è una realtà ultraterrena, che però, al tempo stesso, penetra nel più intimo dei cuori e li tocca nella loro essenza profonda, in ciò che essi hanno di spirituale e d’immortale”.

L’elevazione alla dignità di Madre di Dio e Regina avvenne nel sì che disse alle parole del messaggero celeste. Ai piedi della croce, la sua maternità si stese al genere umano e la sua regalità si concretizzò. Maria in cielo siede alla destra del Figlio, gioiosamente, immensamente consapevole che la sua sovrana dignità scaturisce dal Re dei re, dal Signore dei signori, il cui regno possiede logica diversa dei regni del mondo: “I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà diventare il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Mt 20,25; Mc 10,42; Lc 22,25). (“Molti”: Cristo ha dato la sua vita per tutti: “Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1Gv 2,2). Il “molti” ha limitazione nel solo fatto che non tutti vollero e vogliono accogliere i benefici della sua morte).Immagine splendida sulla regalità di Cristo e di Maria ci viene dal salmo 44:

  Il tuo trono, Dio, dura per sempre;
è scettro giusto lo scettro del tuo regno.
Ami la giustizia e l’empietà detesti:
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.
Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia,
dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre.
Figlie di re stanno tra le tue predilette;
alla tua destra la regina in ori di Ofir
.
 

Tutto il creato è regno di Dio in quanto egli ha dato esistenza a tutte le cose e tutte le conserva nell’essere e su tutte ha dominio sovrano: il regno, però, che è giunto a noi è precisamente quello della grazia, quello che Cristo con la sua redenzione ha stabilito nel cuore degli uomini, che a lui si aprono nella fede.

La Chiesa è il regno di Dio in germe e in crescita; sarà regno perfetto nel cielo, quando -oltre la grazia- riceverà la gloria,per mezzo della quale vedrà Dio faccia a faccia. (La grazia eleva la natura umana alla vita soprannaturale, alla vita di amore a Dio e al prossimo nella fede, nella speranza e nella carità; la luce della gloria porterà alla vita di incontro con Dio nella visione di lui, nel pieno possesso di lui nel cielo, in una carità che non avrà mai fine).

Ogni anima ha il regno di Dio in sé, se è in Cristo: l’anima in Cristo è il regno di Dio; nello stesso tempo che è in Cristo, non può non essere però vitalmente unita alla Chiesa, che è il corpo di lui. Il regno di Dio è l’anima che ha accolto, quale sovrano, l’Amore. Un’anima possiede il regno se lavora per il regno, seguendo Cristo. Il regno portato da Cristo è pure il regno di Maria, perché ella è la Madre ed è la Corredentrice, cioè colei che in tutto e per tutto ha collaborato, del tutto subordinatamente a Cristo, alla nostra redenzione, a far sì che Dio sia in noi.

Un vero devoto di Maria si consacrerà al suo servizio, in ordine al regno.

Pio XII ci ha lasciato, al proposito, queste memorabili parole: “La devozione mariana, non può essere dunque una pietà meschinamente interessata, la quale non vede nella potentissima Madre di Dio che la distributrice dei benefici, soprattutto di ordine temporale; né una devozione di sicuro riposo, che non pensa se non a rimuovere dalla sua vita la santa croce degli affanni, delle lotte, delle sofferenze; nè una devozione sensibile di dolci consolazioni e di manifestazioni entusiastiche; e neanche -per quanto santa possa essere- una devozione troppo esclusivamente sollecita dei propri vantaggi spirituali. Uno che sia veramente figlio di Maria deve essere agli ordini di lei in tutto, deve fare il custode, il difensore del suo Nome, delle sue eccelse prerogative, della sua causa, portare ai suoi fratelli le grazie e i celesti favori della loro Madre comune, combattere senza tregua al comando di colei che <cunctas haereses sola interemit in Universo mundo>. Egli (il figlio di Maria) si è arruolato sotto il vessillo di lei con un impegno perpetuo” (Con devoto pensiero: A.r., anno 6,280).

Il regno di Cristo si estende con pienezza dove Maria si è resa presente con la sua azione. Di qui la necessità, per un vero innamorato di Maria, di farla conoscere, perché non è possibile amare ciò che non si conosce.

 

Preghiera a Maria  

Vergine Maria, noi ci rivolgiamo a te riconoscendoti Regina e chiedendoti di stabilire pienamente in noi il regno del tuo Figlio Gesù; noi, Maria, vogliamo che tu sia imperante e dominante in noi a suo piacimento.
Renditi presente, Regina del cielo e della terra, presso tutti i popoli, perché per mezzo tuo essi si aprano al più resto a ricevere la pienezza di luce che Gesù propone per mezzo dell’opera della Chiesa.  

Recita del rosario