La nostra crescita in Cristo
avviene lungo la linea dei sacramenti. Confessione ed Eucaristia sono i due
appuntamenti indispensabili alla vita cristiana. Maria è presente in questi due
appuntamenti dati da Dio. Dal rituale del sacramento della riconciliazione si
vede come il sacerdote invita subito il penitente alla consapevolezza del
peccato e alla fiducia in Dio, e fà preghiera a Dio per questo. Così se il
penitente personalmente si prepara ricorrendo a Maria per avere un vero dolore
dei peccati, viene a compiere un atto giustissimo.
Nella Messa, Maria non si perde
nell’ombra: colei che fu presente sulla cima del Calvario è, al contrario,
operante al fine di guidare i suoi figli ad una volontà piena di offrirsi a
Cristo, affinché per lui, con lui e in lui siamo sacrificio gradito a Dio
Padre.
Nel messale, tra le preghiere di
preparazione alla Messa per i sacerdoti, si ha questa preghiera che è un invito
a ricorrere a Maria affinché con la sua grazia il celebrante diventi una sola
cosa con Cristo e offra così in modo accetto il Sacrificio: “O Madre di
pietà e di misericordia, beatissima Vergine Maria, io misero e indegno
peccatore mi rifugio in te con umiltà e affetto, e mi appello alla tua bontà,
affinché, come hai assistito il tuo dilettissimo figlio confitto in croce, così
assisti me, misero peccatore, e tutti i sacerdoti qui e in tutta la santa
Chiesa oggi offerenti, affinché aiutati dalla tua grazia possiamo offrire il
Sacrificio degnamente, in modo accetto, al cospetto della somma e inseparabile
Trinità. Amen”.
Questa preghiera può essere
adattata utilmente ai fedeli in questo modo: “O Madre di pietà e di
misericordia, beatissima Vergine Maria, io misero e indegno peccatore mi
rivolgo a te con umiltà e affetto, e mi appello alla tua bontà, affinché, come
hai assistito il tuo dilettissimo Figlio confitto in croce, così assisti me,
misero peccatore, e tutti i partecipanti all’Eucaristia qui e in tutte le
chiese del mondo, affinché, aiutati dalla tua grazia possiamo offrire noi
stessi in unione al Sacrificio di Cristo offerto per le mani dei sacerdoti.
Amen”.
Quando il sacerdote alza il calice
e la patena e dice: “Con Cristo, per
Cristo e in Cristo, a te Dio Padre onnipotente nell’unità dello Spirito Santo
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen”, Maria già si è adoperata, e ancora si
adopera, perché ci sia veramente nei fedeli l’offerta dei cuori.
A
comunione avvenuta, il messale invita i sacerdoti -e non solo i sacerdoti- a
fare il ringraziamento.Tra le preghiere proposte dal messale, ve n’è una in
cui brilla l’azione di Maria nel
momento della comunione :”O Maria, Vergine e Madre santissima, ecco che io
ho ricevuto il tuo dilettissimo Figlio, che tu concepisti nel tuo seno
immacolato, che generasti, allattasti e stringesti con soavissimi abbracci.
Ecco, colui la cui vista ti allietava e formava ogni tua gioia, io con umiltà e
amore te lo presento, perché tu lo stringa tra le tue braccia, lo ami con il
tuo cuore, lo offra alla SS. Trinità in suprema adorazione, ad onore e gloria
di te medesima e per i miei bisogni e di quelli del mondo intero. Ti prego
dunque, piissima Madre, impetrami il perdono di tutti i miei peccati,
abbondante grazia di servire il tuo Figlio d’ora in poi con maggiore fedeltà, e,
infine, la grazia della perseveranza finale, affinché io lo possa lodare in
eterno. Amen”.
Questa preghiera ha in sé la
verità che Maria si rende presente nel cuore dei figli che a lei ricorrono
umilmente. Essi, “marianizzati” nell’operare in Maria, con Maria e per
Maria, nella prospettiva di essere sempre più di Cristo, si formano nel cuore
una “presenza” di Maria. Tale “presenza” è ben diversa da quella
per inabitazione che Dio ha in noi. I presupposti della “presenza” di
Maria -presenza tra virgolette- sono l’influsso celeste di lei, l’imitazione
delle sue virtù (non c’è vero amore a Maria senza imitazione delle sue virtù),
il ricorrere a lei.
Alla luce di ciò, si comprende
la preghiera vista sopra; infatti è necessario svuotarci del nostro egoismo,
dell’orgoglio: è nel vuoto di sé che Dio comunica sé; per questo ricorriamo
umilmente a Maria. L’anima unita a Maria anela all’intima unione con Gesù.
Gesù, presente sacramentalmente, elargisce all’anima una più intensa operazione
dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo inonda l’anima che opera in Maria, con
Maria e per Maria, e opera in essa una più intima trasformazione in Gesù.
L’anima, diventando così ancor più simile a Gesù, è ancor più accesa di amore
per lui, e in lui sale al Padre e si fonde nella Trinità. In tutto questo,
l’anima non dimentica mai Maria. L’anima intensamente si offre a Dio, con tutta
se stessa accetta le sue volontà d’amore; l’anima allarga il suo amore a tutto
il prossimo; l’anima chiede la conversione dei peccatori.
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