22° GIORNO
NON SONO PIU’ IO CHE VIVO, MA E’ CRISTO CHE VIVE IN ME
 

Maria non ha visto in cielo troncarsi la possibilità che ebbe nel cenacolo di incontrare il cuore dei suoi figli. Maria, nella gloria del cielo ha visto dilatasi invece i suoi orizzonti.

Quando era in terra, conosceva distintamente solo una limitata cerchia di persone, il resto degli uomini lo raggiungeva con la preghiera in una conoscenza indistinta; ora, in cielo, possiede in Dio una visione distinta di ogni uomo.

Non solo Maria conosce, ma invia impulsi d’amore, che vengono realizzati nei credenti da Dio. Per tali impulsi, Maria può essere guida e maestra. Gli impulsi del cuore di Maria raggiungono l’anima nelle sue potenze: intelligenza e volontà.

Solo Dio e Maria possono far ciò; e Maria lo può fare -ciò avviene per la potenza dell’Altissimo- perché è colei, che in unione allo Spirito Santo fa crescere Cristo nei cuori fino alla piena età, secondo il linguaggio di S. Paolo, piena età che segna l’unione trasformante dell’anima in Cristo, così che questa può dire: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che  vive in me” (Gal 2,20).

Gli angeli non possono operare direttamente sulle potenze dell’anima: essi comunicano le loro ispirazioni influendo sulla fantasia, sui sensi dell’uomo.

Satana, che è un angelo decaduto, non ha così nessun potere sull’intelligenza e sulla volontà. Il santuario dell’intelligenza e della volontà, il maligno non lo può toccare direttamente; riesce però ad arrivarvi, quando un uomo accoglie le sue suggestioni. Il maligno neppure può conoscere gli intimi pensieri dell’uomo. Li può qualche volta congetturare dal volto dell’uomo, dal comportamento, dalle circostanze.

Solo Dio conosce l’intimo dei cuoi: Maria e gli angeli ne ricevono conoscenza da lui.

Va da sé, infine, che Dio e Maria per mezzo di Dio, toccando volontà e intelligenza, non toccano affatto la libertà dell’uomo.

I battezzati, istruiti dalla Chiesa sulla realtà della Madre, e obbedendo a Cristo che disse: “Figlio, ecco la tua Madre”, entrano in contatto con Maria e ne ricevono l’influsso celeste, che prepara a ricevere in pieno l’azione dello Spirito Santo.

L’anima che, istruita dalla Chiesa, stabilisce rapporti di dipendenza filiale da Maria -da una Madre si dipende- sarà nella luce di lei, penetrata dall’incanto che promana da lei, e lo Spirito Santo le si comunicherà con pienezza.

L’azione di Maria è un particolarissimo flusso di grazia, che rientra in quella che -in teologia- è chiamata “grazia attuale”.

Il rapporto fondamentale che si ha con Maria è quello di figlio a Madre, in conformità alle parole di Gesù morente in croce. E’ in questo rapporto che Maria “marianizza” l’anima che a lei si rivolge.

L’anima raggiunta da Maria, viene per mezzo dello Spirito Santo, trasformata in Cristo e accede, in Cristo, ad un’intima unione con il Padre. Maria, poi non viene dimenticata nell’unione trasformante in Cristo, perché essa è modello di perfetta unione con Cristo e, in Cristo, con il Padre.

Maria a questi livelli è modello; ma è ancora la Madre. Sarebbe un abbaglio quello di considerare Maria solo come modello non guardandola quale Madre. Per tale abbaglio, viene misconosciuta l’autorità tipica della Madre, e ci si allontana dalla prospettiva di Cristo, che volle essere per 30anni sottomesso a Maria, secondo quanto dice S.Luca “e restava loro sottomesso” (Lc 2,51). Così, lontani da una vera imitazione di Cristo, si diventa vittima di illusioni e di pseudomisticismi.

Tutto il male dell’uomo sta nel suo orgoglio, per cui non vuole seguire Gesù, che comanda il rinnegamento di sé. I giudei, per un momento, pensarono che Gesù fosse colui che desse ogni bene senza toccare il loro orgoglio, per questo lo accolsero trionfalmente in Gerusalemme; appena, però, videro che chiedeva la frantumazione del loro orgoglio e disapprovava le loro opere, gridarono: “sia crocefisso”.

Gesù vuole che non siamo pieni di noi stessi, ma umili e sempre pronti a sacrificare l’orgoglio, che è sempre pronto ad insorgere.

Chi rinnega se stesso secondo la parola del Signore e accoglie Maria, secondo la parola del Signore, si accorge ben presto che, essendo lui peccatore, ha bisogno di rivolgersi alla Madre quale Mediatrice presso l’unico Mediatore, Gesù.

Con tale umiltà, opera in sé quel vuoto di sé che Dio riempie comunicando sempre più sé.

 
Preghiera a Maria  

Vergine Maria, intervieni nei nostri cuori, affinché da te raggiunti possiamo ricevere la pienezza d’azione dello Spirito Santo.
A te noi ci affidiamo, ci consacriamo, in modo che ogni nostra cosa sia tua e di ogni nostro merito tu possa disporre a tuo beneplacito, secondo le tue intenzioni.
Maria, aiutaci sempre a vincere gli inganni dell’orgoglio, aiutaci sempre a vincere le insidie del maligno.  

Recita del rosario