19° GIORNO
APPARVERO LORO LINGUE COME DI FUOCO

 

I vangeli non dicono nulla di Maria dopo la morte di Gesù, durante gli avvenimenti che portarono i discepoli a credere nella risurrezione; tuttavia danno un’informazione indiretta su di lei. Il fatto che i discepoli fossero a porte chiuse nel cenacolo per paura dei giudei, dice che Maria non vi poté essere: se ci fosse stata la Madre non avrebbe acconsentito a quella paura, paura che corrispondeva a incredulità circa la risurrezione. Maria era così a Gerusalemme, ma non nel cenacolo. I vangeli, tutti rivolti dopo la morte di Gesù, ad annunciare la realtà della risurrezione e come questa si fece strada nel cuore degli apostoli, eliminando incertezze e dubbi, non impediscono di pensare che la prima a ricevere la gioia della risurrezione fu Maria. Pensiero motivato dal fatto che Maria è colei che ricevette il Verbo nel suo grembo dandogli carne, è colei che per prima lo vide, è colei che domandò il primo miracolo alle nozze di Cana, è colei che salì sul Calvario, è colei che ora è già in cielo in anima e corpo. Ben si può dire che colei che il terzo giorno trovò Gesù al tempio che disputava tra i dottori, il terzo giorno dalla morte -il mattino dopo il sabato- venne per prima visitata da lui.

Come pensare poi che non fosse presente al momento dell’ascensione? Gli Atti degli Apostoli dicono che i discepoli andarono, subito dopo l’ascensione, nel cenacolo; e dicono che nel cenacolo c’era Maria. Il monte degli Ulivi, dove videro Gesù ascendere al cielo, è distante da Gerusalemme circa 1 km.; così non è per nulla pensabile che Maria non fosse presente al momento dell’ascensione. Del resto, come poteva non essere presente Maria in quel momento?

Il libro degli Atti non parla della sua presenza, perché è tutto focalizzato ad annunciare la discesa dello Spirito Santo.

Gli Atti, prima della discesa dello Spirito Santo, dicono che il posto di Giuda Iscariota venne occupato da Mattia, in modo che si ricompose il numero di 12 apostoli.

Detto questo subito presentano la discesa dello Spirito Santo: “Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso posto” (At 2,1). Il “tutti insieme” si riferisce agli apostoli: saranno essi a stupire la folla. “Venne all’improvviso dal cielo un rombo,come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro” (At 2,2). L’arte cristiana ha presentato Maria al centro degli apostoli, come loro guida, loro Madre, e ciò con sapienza teologica derivata dalla tradizione della Chiesa. Si può ben dire che quel globo, come di fuoco rutilante (il testo originale greco fa pensare proprio a un globo) apparve sul capo ella Vergine, della Sposa dello spirito Santo, della Madre di Gesù, della Madre della Chiesa, della Corredentrice, e poi si suddivise in quelle lingue che si posarono sul capo dei dodici.

Maria non aveva bisogno che lo Spirito Santo scendesse su di lei, già era piena di Spirito Santo; tuttavia quell’incontro la portò in un’estasi interiore, di cui ogni nostro pensiero è solo un fioco barlume: lo Spirito Santo era il dono meritato per noi sulla croce da Gesù, era il dono che dopo millenni ritornava con dimora piena e permanente nel cuore degli uomini, era il dono che Maria aveva avuto da sempre per la sua immacolata concezione, era la potenza dell’Altissimo che aveva steso su di lei la sua ombra, era il dono che, fuggito dal cuore dell’uomo per colpa di una donna, abbracciava il cuore della nuova Eva, della nuova Madre attorniata dai suoi figli.

Essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: <Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio>” (At 2,4 ss).

Le lingue che si erano moltiplicate nella confusione babelica, causata dalla pretenziosa torre che voleva raggiungere il cielo, trovavano inimmaginabile substrato di unità: lo Spirito. Resteranno i linguaggi, ma lo Spirito li unificherà in un solo volere, in un solo sentire.

 
Preghiera a Maria  

Vergine Maria, che attorniata dagli apostoli nel cenacolo hai pregato con loro, per loro, perché avessero pienezza di doni nella discesa dello Spirito Santo, prega anche per noi, affinché lo Spirito ci elargisca in abbondanza i suoi doni.
Intercedi, Maria, affinché anche oggi ci siano i grandi effetti della Pentecoste, così che in ogni lingua, popolo e cultura, risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica, e tutti gli uomini giungano ad avere la forza rigenerante della Pasqua.  

Recita del rosario